Il calcio si prepara a ripartire dopo un lungo stop, di oltre due mesi. Il primo campionato a tornare in campo sarà la Bundesliga, ma anche tutti gli altri principali campionati sembrano orientati a riprendere. Solo in Belgio, Olanda e Francia, dunque, si è decretata la sospensione definitiva. Anche la Premier League ha avuto l’ok definitivo del Governo per giugno. Un campionato che, comunque, attende solo di essere assegnato visto il dominio del Liverpool, saldamente in testa alla classifica con 82 punti, a più 25 punti sul Manchester City.

Ok del Governo alla Premier League

formazione Liverpool

Giornata cruciale per il calcio inglese e, soprattutto, per la Premier League. Quest’oggi Boris Johnson ha tenuto un discorso in Parlamento, sottolineando come saranno “consentiti eventi culturali e sportivi nella modalità delle porte chiuse, evitando il rischio di contatti sociali su larga scala”. Il documento elaborato dal governo britannico è articolato in cinquanta pagine e riguarda diverse attività, comprese quelle sportive. Rugby e cricket dovranno attendere luglio per rimettersi in moto. Non c’è ancora certezza sulla data del ritorno in campo ma è probabile che il massimo campionato inglese possa ricominciare nella prima metà di giugno, così come la Liga spagnola e la Serie A, anche se in questi ultimi due casi non ci sono ancora annunci ufficiali.

Le date e gli ostacoli

Mahrez, Manchester Utd-Manchester City

La Premier League può ripartire ma non mancano alcune problematiche da risolvere. In primis ci sono alcuni giocatori che non sono convinti di tornare a giocare, visto che l’emergenza relativa al Coronavirus non è ancora passata. La data della ripartenza potrebbe essere quella del 12, però, ci sarebbe da superare anche l’ostacolo campo neutro. La vera spaccatura tra i club riguarda la proposta dei campi neutri, caldeggiata dalle autorità politiche e sanitarie: favorevoli le big, contrarie le piccole. Brighton, Aston Villa e Watford hanno già espresso parere negativo. Nelle votazioni della Premier, occorre una maggioranza di 14 voti per approvare le modifiche. Probabile che, comunque, la fumata bianca possa arrivare soprattutto alla luce del rischio economico che corre tutto il sistema in caso di stop definitivo.

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